Anche sul territorio tiburtino la scia mefitica che la controriforma Gelmini ha secreto comincia a lasciare putredine e lezzo nauseabondo. L'istituto tecnico industriale di Tivoli, come tutti gli altri ITIS sparsi per l'Italia, dal prossimo anno vedrà calare sulla sua testa la mannaia dei tagli indiscriminati che il duo Gelmini-Tremonti, colto da un raptus spasmodico di razionalizzazione-distruzione, ha appositamente ideato per smantellare l'istruzione pubblica.
Dalla Fiat di Pomigliano, una lezione di disobbedienza sociale
di Francesco Caruso
1673 lavoratori Fiat su 4642 hanno votato No al piano Fiat 2010-2014, spiazzando le previsioni di sindacalisti, ministri, manager, capi e capetti e quanti li volevano docili fino al punto di accettare un piano autoritario, di stampo antioperaio.
Quei 1673 no, sono ancora più forti se si pensa al clima che ha attraversato la vicenda Fiat di Pomigliano. Il pressing aziendale e mediatico è stato forte: minacce di chiusura dello stabilimento, dvd e marce aziendali, articoli di pennivendoli felici di potersi lanciare nella difesa del padrone.
Tutto questo coro ossessivo, unanime e bipartisan di incoraggiamento agli operai a filar dritto e a subire passivamente l’ulteriore schiavizzazione di un rapporto di lavoro già di per sé segnato da sudore e fatica, però non ha funzionato dinanzi all’insofferenza di chi ogni giorno deve far i conti con l’imprigionamento del proprio corpo nelle cellule asfissianti della produzione automatizzata.
Referendum a Pomigliano: i risultati ci dicono che il plebiscito è fallito
L'esito, per niente scontato del Referendum di Pomigliano (giudicato illegittimo dalla FIOM) è quello di una resistenza operaia alla prepotenza non solo di Marchionne e della famiglia che rappresenta. Il 40% degli operai che sono andati a votare (circa il 95%) si sono schierati apertamente contro tutti quei poteri forti che in questi giorni hanno di fatto sostenuto "i padroni": sindacati gialli, Banca d'Italia, governo, organi di informazione, UDC e perfino il PD. Un voto che è anche il frutto della posizione chiara, e in difesa dei diritti della classe lavoratrice, della FIOM.
Pomigliano, ecco il testo dell'accordo che propone la FIAT
Orario di lavoro
La produzione della futura Panda si realizzerà con l’utilizzo degli impianti di produzione per 24 ore giornaliere e per 6 giorni la settimana, comprensivi del sabato, con uno schema di turnazione articolato a 18 turni settimanali. L’attività lavorativa degli addetti alla produzione e collegati (quadri, impiegati e operai), a regime ordinario e ferma la durata dell’orario individuale contrattuale, sarà articolata su tre turni giornalieri di 8 ore ciascuno a rotazione, secondo i seguenti orari: primo turno dalle ore 6.00 alle ore 14.00, con la mezzora retribuita per la refezione dalle ore 13.30 alle ore 14.00; secondo turno dalle ore 14.00 alle ore 22.00, con la mezzora retribuita per la refezione dalle ore 21.30 alle ore 22.00; terzo turno dalle ore 22.00 alle ore 6.00 del giorno successivo, con la mezzora retribuita per la refezione dalle ore 5.30 alle ore 6.00.
Documento approvato dal Collegio docenti dell'ITIS Volta di Tivoli
I docenti dell'isituto tecnico industriale statale di Tivoli, riuniti nel collegio docenti del 18 giugno 2010, hanno approvato un documento di contestazione e di forte contrarietà alla cosidetta Riforma Gelmini. I tagli, dovuti ai decreti attuativi, colpiscono pesantemente le scuole tecniche sia abbassando il monte ore complessivo (da 36 ore settimanali si passa a 32), sia nella diminuzione delle ore di laboratorio delle materie professionalizzanti. La riforma serve solo per tagliare posti di lavoro e fondi destinati ai laboratori, alle attrezzature ed alla strumentazione. Una scuola tecnica così riformata non servirà a formare i quadri intermedi delle aziende ma solo a squalificare la scuola pubblica ed i suoi docenti che con meno ore, più alunni per classe e meno attività di laboratorio non riusciranno a formare con risultati soddisfacenti i nuovi periti tecnici industriali.
IL SEGUENTE DOCUMENTO E' ESPRESSIONE DEL COLLEGIO DOCENTI DEL 18 GIUGNO 2010 E PUBBLICATO SUL SITO D'ISTITUTO (http://www.itisvolta.info/index.html) PER ESPRESSA RICHIESTA DEL COLLEGIO STESSO
In prossimità del 22 giugno - quando gli operai della Fiat di Pomigliano saranno chiamati a sottoscrivere il proprio solenne atto di sottomissione e di rinuncia a tutto ciò che distingue un lavoratore da una bestia da soma e, per sovraprezzo, a ringraziare l’azienda che in cambio di lavoro servile continuerà a elargire loro un pezzo di pane - abbiamo ascoltato due pronunciamenti che meritano qualche considerazione.
Il primo è di Walter Veltroni il quale ieri, ha spiegato, in una lunga intervista al Corriere della Sera, che la Fiat non ha compiuto alcun ricatto. L’ultimatum che essa ha rivolto ai suoi dipendenti e alle loro organizzazioni sindacali non sarebbe infatti che «il frutto di una condizione obiettiva, figlia della globalizzazione diseguale».
Dopo il clamoroso successo del “primo tempo” della lotta in difesa della scuola che ha coinvolto sette Regioni con un bilancio di oltre 5000 scrutini bloccati, OGGI LO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI e di tutte le attività scolastiche indetto dai COBAS STA DILAGANDO nelle Regioni più grandi come Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia, oltre a Liguria, Valle d’Aosta, Friuli Venezia-Giulia, Abruzzo, Molise, Basilicata e la Provincia di Bolzano
 Postato da remo - Lunedì, 14 giugno @ 23:51:06 CEST
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