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      Referendum a Pomigliano: i risultati ci dicono che il plebiscito è fallito

Lavoro e Lottepomigliano non si piega
L'esito, per niente scontato del Referendum di Pomigliano (giudicato illegittimo dalla FIOM) è quello di una resistenza operaia alla prepotenza non solo di Marchionne e della famiglia che rappresenta. Il 40% degli operai che sono andati a votare (circa il 95%) si sono schierati apertamente contro tutti quei poteri forti che in questi giorni hanno di fatto sostenuto "i padroni": sindacati gialli, Banca d'Italia, governo, organi di informazione, UDC e perfino il PD. Un voto che è anche il frutto della posizione chiara, e in difesa dei diritti della classe lavoratrice, della FIOM.


Se leggiamo il voto scorporato di operai e di impiegati il no arriva praticamente al 40% che non è proprio il risultato che si aspettavano i dirigenti Fiat. La cancellazione dei diritti, e della dignità umana, non sarà semplice per chi aveva previsto la capitolazione della classe lavoratrice di Pomigliano d'Arco e, a seguire, di tutti i lavoratori e le lavoratrici d'Italia. E non solo delle fabbriche ma di tutti i settori: dal privato al pubblico, dalla produzione ai servizi: l'orizzonte di un rapporto di lavoro senza diritti, fortemente voluto da chi la crisi l'ha generata, non è poi così vicino.

Di seguito alcuni "numeri" che valgono più di tante parole

i dati del collegio operai:


4231 aventi diritto
4151 voti validi
2494 si 60%
1657 no 39,9%
23 bianche
57 nulle




i dati del collegio impiegati

413 aventi diritto
410 voti validi
394 si
16 no
1 bianca
2 nulle



Si votava anche al polo di Nola e questi sono i risultati:

273 voti
77 si
192 no



 

Inviato da redazione (2010-06-23 21:44:17)




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