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      Il consiglio comunale di Olevano Romana contrasta la privatizzazione dell'acqua

Acqua Bene Comuneacqua insert coinIl Forum dell'Area tiburtina per il Referendum sull'acqua pubblica aumenta nelle adesioni. Dopo quella dell'associazione "l'Occhio" di Vicovaro e l'interesse del sindaco di Poli per la raccolta delle firme, hanno aderito anche l'associazione Umanista Atantide ed il circolo di Rifondazione Comunista di Guidonia-Montecelio.

Novità di questa settimana è l'approvazione di un Odg approvato a maggioranza (un solo astenuto dell'UDC) dal consiglio comunale di Olevano Romano. La battaglia per l'acqua pubblica si estende in tutti i territori ed entra anche nelle Istituzioni.
Invitiamo tutti i consiglieri comunali, schierati contro la privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici locali di interesse sociale, a seguire l'esempio del consiglio comunale di Olevano Romano e presentare Odg analoghi a quello approvato e che pubblichiamo integralmente di seguito.

Al Presidente del Consiglio Comunale di Olevano Romano
p.c. Sindaco di Olevano Romano



Il gruppo consiliare CENTROSINITRA OLEVANO ROMANO presenta il seguente



ORDINE DEL GIORNO
Oggetto: Acqua, bene comune pubblico e mantenimento pubblico dei servizi pubblici locali ad interesse sociale. Iniziative istituzionali contro l’Art.15 del D.L. 135/09.
PREMESSO CHE
la gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente normata dall’Art. 23bis della Lg. 133/2008 che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all´ingresso di privati;
il recente Art. 15 del D.L. 135/2009, che ha modificato l’Art. 23Bis, muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici, ivi compreso quello integrato per la raccolta dei rifiuti, prevedendo:
- affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%;
- la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubblica, controllate dai comuni (in essere alla data del 22 agosto 2008) alla data del 31 dicembre 2011.
RITENUTO CHE
- la privatizzazione dell´acqua sia un epilogo da contrastare, per un concetto inviolabile che annovera l´acqua come un diritto universale e non come merce, perché espropria l´acqua potabile dal controllo degli Enti locali e dei cittadini e consegna il bene comune ” acqua” al mercato, con tutte le ripercussioni sociali che questo può generare;
- non è l´Europa ad imporre la privatizzazione del servizio idrico;
- due diverse risoluzioni del Parlamento Europeo affermano il principio che l´acqua è un “bene comune dell´umanità” mentre gli organismi della U.E. hanno più volte evidenziato che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza”;
- le Istituzioni (Stato, Regioni, Comuni) hanno la libertàe l´autonomia di scegliere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a altro Ente (pubblico, privato), in piena legittimità e coerenza con le vigenti direttive europee sui servizi pubblici locali.
CONSIDERATO CHE
è fondamentale mantenere un assetto dei servizi pubblici locali che ne incentivi una sempre crescente qualificazione e che sappiano garantire servizi di qualità, un ambiente sostenibile, diritti per cittadini e per i lavoratori, a tariffe eque;
gli organismi dell´UE hanno a più riprese evidenziato che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza” e, quindi, che la gestione dei servizi pubblici locali non deve necessariamente sottostare alle regole del mercato interno e le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) hanno la libertà di scegliere “se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”.
TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO IL CONSIGLIO COMUNALE DI OLEVANO ROMANO
nella consapevolezza che in alcuni paesi dell´Unione Europea, dopo tentativi di privatizzazione di alcuni servizi pubblici locali e aver constatato l´abbassamento della qualità dei servizi ed un vertiginoso incremento delle tariffe, si è registrata una decisa e ferma inversione di marcia e la ripubblicizzazione degli stessi, nonché la conseguente nascita di soggetti economici che rappresenteranno i veri concorrenti e/o acquirenti dei servizi dopo l'approvazione del D.L 135/2009 :
RITENENDO
che il provvedimento per la privatizzazione dell’acqua, ossia la definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita, diritto umano universale, sia inaccettabile.
S'IMPEGNA A:
riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale il Diritto umano all'acqua, ossia l'accesso all'acqua come diritto umano, universale, inalienabile e lo status dell'acqua come bene comune pubblico:
riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli artt.31 e 114 del d.lgs n. 267/2000

di demandare alla Commissione Consiliare, quando la stessa verrà nominata per modificare lo Statuto, lo specifico compito di integrare/modificare lo Statuto secondo le indicazioni sopra specificate e, alla conclusione dei lavori, di sottoporlo all'approvazione nei successivi Consigli Comunali;

promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato attraverso le seguenti azioni:

a. informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l'acqua sul nostro territorio, sia
ambientali che gestionali;
b. contrasto al crescente uso delle acque minerali e promuovere l'uso dell'acqua dell'acquedotto
per usi idropotabili, a cominciare dagli uffici, dalle strutture e dalle mense scolastiche;
c. promozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul Risparmio Idrico, con
incentivazione dell'uso dei riduttori di flusso, nonché studi per l'introduzione dell'impianto
idrico duale;
d. promozione, attraverso l'informazione della riduzione dei consumi in eccesso;
e. informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua;
f. promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico
Integrato nel territorio di propria pertinenza.

3. Aderire e sostenere le iniziative del Coordinamento Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato” recentemente costituitosi nell’ambito della Campagna Acqua Bene Comune che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sta portando avanti da circa tre anni;

4. Sottoporre all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale l’approvazione delle proposte e degli
impegni sopra richiamati oltre ai seguenti:

a. sensibilizzazione all’importanza della riduzione dei consumi di acqua in eccesso attraverso
informazione, incentivi, nonché attraverso una modulazione delle tariffe;
b. propone inoltre di destinare un centesimo al metro cubo di acqua consumata per interventi di costruzione di strutture di captazione e distribuzione di impianti didrici attraverso la cooperazione internazionale.


IL CONSIGLIO COMUNALE DI OLEVANO


VISTA
la proposta di deliberazione posta all’ordine del giorno;


UDITA
l’esposizione del relatore e la conseguente discussione;


D E L I B E R A
Di approvare il testo dell’ordine del giorno come da proposta presentata nella parte narrativa e propositiva che si intende qui di seguito integralmente trascritta e di trasmettere il presente provvedimento all’A.T.O.2 e a tutti i Sindaci del suo ambito.


IL CONSIGLIO COMUNALE DI OLEVANO ROMANO, INOLTRE, FA APPELLO

A tutti i Parlamentari per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.
Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.
Il presente Appello sarà inviato al Presidente della Repubblica e ai Presidenti del Senato e della Camera.

(Alessandro Cianca)


(Alfredo Petrucca

(Giulio Riccardi)

Inviato da Claudio_Proietti (2010-06-19 13:05:22)




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