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      Giuliani: ma allora a Bolzaneto ci fu tortura?

g8 genova bolzanetoGENOVA – Tutti considerati responsabili dalla Corte d'Appello i 44 imputati per le violenze commesse nella caserma di polizia di Genova-Bolzaneto durante il G8 nel luglio 2001.

Nella maggior parte dei casi i reati risultano prescritti ma, avendo riconosciuto la colpevolezza degli imputati, la Corte li ha condannati a risarcire le parti. In primo grado le condanne erano state solo 15.

Riceviamo da Giuliano Giuliani un commento alla sentenza e lo proponiamo all'attenzione di chi da tanti anni aspetta che sia fatta giustizia su tutte le violenze commesse a Genova dalle forze dell'ordine nel luglio 2001 a iniziare dalla morte di Carlo.

di Giuliano Giuliani
Ma allora a Bolzaneto ci fu tortura? Certo che sì, ma in Italia non c’è una legge sulla tortura. Quella macchietta del leghista Castelli, quando era, si fa per dire, ministro della giustizia, ne propose una che prevedeva il reato solo in caso di reiterazione: cioè, se usi una volta le pinze, un’altra l’elettricità, un’altra ancora l’imbuto, non è tortura; se invece sei privo di fantasia, e le pinze le usi due volte, cioè reiteri, allora incorri nel reato. La macchietta per fortuna non fu ascoltata, ma comunque il reato non è ancora previsto in Italia, unico fra i paesi cosiddetti civili (ma l’Italia ne fa ancora parte?).

E allora a Bolzaneto si è potuto parlare di abuso, falso ideologico, maltrattamenti: reati che comportano pene di durata certamente inferiore a quella prevedibile per la tortura, e quindi soggetti alla prescrizione, i cui tempi sono stati ridotti con una delle tante leggi ad personas prodotte per salvare i delinquenti di pregio.
Quindi reati prescritti. Ma come nel caso Mills, con buona pace di Minzolini, il reato c’è stato e la condanna, civile, anche, tanto che i 44 imputati, gran parte dei quali erano invece stati assolti in primo grado, dovranno risarcire le parti offese, cioè decine di ragazze e ragazzi costretti a subire maltrattamenti disumani e vergognosi nella caserma lager. Quanto al risarcimento, per gli incapienti (solo per loro?) subentreranno i ministeri competenti, cioè noi che paghiamo le tasse. Ma questo, che succede normalmente in questo povero paese, è perfino secondario rispetto al valore della sentenza, che è stata, è il caso di ripeterlo alzando la voce, di condanna per tutti gli indagati.
Adesso aspettiamo l’altra importantissima sentenza di appello, quella relativa alla macelleria messicana della scuola Diaz e agli imbrogli e alla falsificazione delle prove che hanno visto protagonisti tutti i più alti vertici della polizia. E’ attesa per aprile.
Più avanti nel tempo, si attende anche il definitivo pronunciamento della Grande Chambre di Strasburgo sul ricorso che la famiglia ha presentato rispetto alle circostanze nelle quali si è verificato l’omicidio di Carlo Giuliani. La sentenza della prima Corte, che pure ha accolto il ricorso circa il mancato espletamento da parte del governo italiano di tutte le procedure che avrebbero potuto portare all’accertamento della verità, aveva invece respinto quello relativo all’uso di armi letali nel corso di manifestazioni e al mancato riconoscimento delle responsabilità che sono state all’origine dei tragici avvenimenti del 20 luglio 2001.

Inviato da redazione (2010-03-06 23:29:21)




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